Come cambierà il cuneo fiscale nel 2024
Il 29 agosto 2023 è entrata in vigore la c.d. Legge Delega fiscale (L. 111/2023) che contiene i criteri per la revisione del sistema tributario che il Governo dovrà convertire in disposizioni normative con appositi decreti, entro 24 mesi. Il testo prevede l’introduzione di diverse disposizioni e, tra le novità più significative, la riduzione del numero delle aliquote IRPEF e l’azzeramento dell’IVA per i beni di prima necessità, al fine di stimolare la crescita economica e della natalità, rendere più efficiente e razionalizzare il sistema fiscale e la riduzione del carico impositivo.
I temi da affrontare sono:
- revisione della struttura dell’IRPEF;
- modifiche alla tassazione d’impresa;
- revisione dell’IVA;
- graduale superamento dell’IRAP;
- razionalizzazione dell’imposta di registro, dell’imposta sulle successioni e donazioni, dell’imposta di bollo e degli altri tributi indiretti, diversi dall’IVA;
- revisione delle disposizioni in materia di accisa e delle altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi;
- riordino delle disposizioni vigenti in tema di giochi pubblici, basati su regime concessorio e autorizzatorio;
- revisione dell’attività di accertamento;
- revisione del sistema nazionale della riscossione.
Taglio al cuneo fiscale 2024
Per l’anno 2024 sarà confermato il taglio del cuneo fiscale già attuato nel corso del 2023, anche se più precisamente si tratta di un esonero contributivo parziale.
Verrà confermato l’esonero contributivo del 7% per i redditi fino a € 35.000 e del 6% per i redditi fino a € 25.000.
Tra i principi per la revisione del sistema, la Legge Delega prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, in misura agevolata, sulle retribuzioni corrisposte:
- a titolo di straordinario che eccedono una determinata soglia;
- sui redditi da lavoro dipendente (art. 49 TUIR) riferiti alla tredicesima mensilità.
Si va verso la conferma anche il regime di tassazione ridotta sui premi di produttività. A riguardo si ricorda che per l’anno d’imposta 2023 la tassazione dei premi la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, è prevista nella misura del 5% in luogo del 10%.
A favore delle lavoratrici dipendenti con figli si introduce la decontribuzione totale (esonero del 100% della quota di contributi a carico delle lavoratrici) in presenza di due o più figli. L’agevolazione si applicherà fino all’età di 10 anni del più piccolo, nel caso di lavoratrici con due figli e fino all’età di 18 anni del più piccolo, se i figli sono tre o più di tre.
Riguardo ai fringe benefit, le misure introdotte nel 2023 diventano strutturali nel 2024 con alcune modifiche. Si prevede, infatti, la fissazione di un tetto di non imponibilità di € 2.000 per lavoratori con figli e di € 1.000 per tutti gli altri. A differenza del 2023 dove il limite ordinario corrisponde a € 3.000 per i lavoratori con figli mentre per tutti gli altri la soglia ordinaria ammonta a € 258,23.
Revisione aliquote IRPEF
Per quanto riguarda la riforma IRPEF, si prevede la riduzione delle aliquote da quattro a tre mediante l’accorpamento dei primi due scaglioni. In attesa della riforma si ricorda che per l’anno d’imposta 2023 gli scaglioni di reddito e le aliquote applicabili sono quelle riepilogate nella seguente tabella.
| Scaglione di reddito | Aliquota IRPEF 2023 |
| Fino a € 15.000 | 23% |
| Oltre € 15.000 e fino a € 28.000 | 25% |
| Oltre € 28.000 e fino a € 50.000 | 35% |
| Oltre 50.000 | 43% |
Nuove aliquote Irpef
| Scaglione di reddito | Aliquote IRPEF 2024 |
| Fino a € 28.000 | 23% |
| Oltre € 28.000 e fino a € 50.000 | 35% |
| Oltre 50.000 | 43% |
Viene ampliata fino a € 8.500 la soglia di no tax area per i redditi di lavoro dipendente, parificandola a quella attualmente applicabile ai pensionati.
Gli effetti benefici in busta paga dovrebbero derivare, quindi, dalla combinazione delle misure del taglio contributivo e dell’accorpamento del secondo scaglione IRPEF portando un aumento in busta paga che mediamente corrisponde a circa € 100 al mese per una platea di circa 14 milioni di cittadini.